Finanziamenti pubblici ai giornali: ecco chi li riceve e chi no

Parlare di contributi all’editoria, meglio noti come finanziamenti pubblici ai giornali, non è mai semplice. Il motivo è presto detto: sull’argomento circolano molte notizie, spesso infondate, che tendono ad accumulare tutti i giornali italiani all’interno di uno stesso calderone controllato da uno Stato che, in base all’opinione comune (a volte con tendenze populistiche), elargisce fondi a destra e a manca allo scopo di muovere i giornalisti come delle pedine, sacrificando quello che il deputato inglese Edmund Burke per primo definì come il “quarto potere” di un Potere democratico, vale a dire: la stampa e soprattutto la sua libertà.

Assistiamo spesso nel dibattito pubblico ad accuse (a volte anche fondate) nei confronti dei principali quotidiani nazionali. Tra esse c’è anche quella di sacrificare la propria libertà in favore di cospicui finanziamenti annuali che si tradurrebbero in un allineamento alla politica del Governo che in alcuni casi diventa vero e proprio supporto, in altri si limita a tacere su argomenti scomodi che potrebbero dare fastidio a qualcuno. In questo contesto c’è una vittima, sempre la stessa: l’opinione pubblica che secondo tutti i principali testi deontologici alla base della professione giornalistica ha diritto ad essere informata in maniera corretta e onesta.

Chiariamo subito una cosa: all’interno di questo articolo non vogliamo dire che dinamiche come quelle sopra descritte non esistano e che tutte le accuse siano assolutamente infondate. Semplicemente sembra opportuno fare chiarezza su un tema “spinoso” che spesso infiamma il dibattito pubblico nazionale.

Finanziamenti ai giornali: chi li riceve e chi no

Lo diciamo immediatamente: i principali giornali nazionali non ricevono contributi diretti dallo Stato. Né la Repubblica, né il Corriere della Sera , né Il Sole 24 Ore e via dicendo. I grandi gruppi editoriali, negli anni, hanno invece ricevuto dei contributi indiretti, consistenti in una serie di agevolazioni di carattere fiscale che riguardavano utenze telefoniche, spedizioni postali, rimborsi per la carta e per la spedizione degli abbonamenti , interessi sui mutui, ecc.

A chi vanno dunque questi celeberrimi finanziamenti pubblici ai giornali? In base ai dati pubblicati dal Governo, nel 2014 (ultimi dati disponibili) sarebbero 46 le testate giornalistiche che hanno ricevuto fondi dallo Stato. Spesa totale: 30 milioni e 700mila euro.

A questa cifra devono essere aggiunti poi i soldi destinati alle imprese editrici di periodici di proprietà di cooperative, fondazioni o enti morali, quelli per l’informazione radiofonica e quelli per l’editoria periodica dei non vedenti e per le associazioni dei consumatori.

Scorrendo l’elenco pubblicato dal Governo si scopre (e non è una sorpresa) che in vetta alla classifica dei quotidiani che hanno ricevuto contributi diretti editoriali nel 2014 c’era Avvenire, giornale della Conferenza Episcopale Italiana che in un solo anno ha incassato 3 milioni 803 mila 622 euro (oltre 3 milioni e 400mila euro nel 2013, addirittura 4 milioni 355mila euro nel 2012).

Al secondo posto c’è invece Italia oggi , quotidiano economico-finanziario edito dal gruppo Class Editori con 2 milioni 998 mila 503 euro (3 .048.343 nel 2013, 3.904.773 euro nel 2012). Seguono Il Manifestocon 1 milione 982 mila 005 euro e l’Unità con 1.897.430 euro.

E fin qui, più o meno, troviamo tutti giornali conosciuti. Sopra il milione di euro ci sono però anche testate che la maggior parte dei cittadini italiani non ha mai sentito nominare. Qualche Esempio?   Il Cittadino (1.202.609 euro) , Conquiste del Lavoro (1.395.116 euro) , Corriere  (testata della cooperativa editoriale giornali associati, da non confondere con il Corriere della Sera, che ha ricevuto 1.383.294 euro) , Cronaca Qui (1.362.754 euro), Cronache Di (1.013.698 euro) , Dolomiten (1.016.485 euro) e Primorski Dnevnik (1.032.913 euro).

Alcuni chiarimenti: Conquiste del Lavoro è un giornale della CISL pubblicato cinque volte a settimana, il Cittadino (Lodi) è invece un quotidiano diffuso nel lodigiano e a sud di milano, con una diffusione media pari a 16mila copie Dolomiten è un giornale di lingua tedesca dell’Alto Adige edito da Athesia e via dicendo.

Tornando a testate un po’ più note: Il Foglio ha ricevuto 401mila euro, Il Secolo d’Italia 493mila, America Oggi 955mila euro.

L’elenco completo è disponibile sul sito datamediahub.it che nel corso della decima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo ha rielaborato i dati pubblicati dal Governo allo scopo di renderli più chiari e trasparenti.

Tirando le somme si può affermare che i 30 milioni di finanziamenti pubblici ai giornali erogati dallo Stato sono appannaggio, per la maggior parte, di testate più piccole, con una diffusione minore, in base alla quale, facendo un rapido calcolo che tiene conto dei contributi diretti ricevuti, una copia costa ai cittadini quasi quanto una cena nel miglior ristorante della città.

FONTE: International Business Times Italia

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